"Qualsiasi cosa sia la creatività, è una parte nella soluzione di un problema."

Frase della settimana di Brian Aldiss

4 NOVEMBRE 2010 - ore 10 : 32 | Autore: Pignology | 10 commentifeed commenti

PERCHÈ MANGIAMO GLI ANIMALI?

CopertinaQuesto mio primo post non è "originale". Era già comparso qui (vedi presentazione). E, tra l'altro, riporta brani di un testo non mio. Però mi sembra che mi introduca abbastanza bene: si parla di libri, si parla di ambiente e risorse e si parla di salute.

 

Il libro di Safran Foer “Se niente importa” presenta il problema di cosa mangiamo visto da diverse angolazioni.

Il moderno allevamento intensivo è sbagliato sotto diversi punti di vista: etico, ambientale, sanitario. In un recente articolo (1) su L’Espresso l’oncologo Umberto Veronesi, commentando il libro di Foer, offre alcuni ulteriori dati concreti a sostegno di questi tre problemi.

ETICO

 

“Nel 1800 la popolazione mondiale era di 900 milioni di individui, poi c’è stata una crescita accelerata. Nel 1900 la popolazione era già quasi raddoppiata, con 1 miliardo e 600 milioni di persone. Ora siamo arrivati a quasi 7 miliardi, e si presume che nel 2025, cioè tra appena quindici anni, sulla Terra ci saranno 10 miliardi di uomini. [...] bisogna fare una scelta tra il nutrire gli uomini e nutrire gli animali per consumarne la carne.” (1)

” Il loro nome è animali, ma noi non gli riconosciamo l’anima, qualunque cosa essa sia. Riconosciamogli almeno la capacità di esseri ‘senzienti’. Esseri vivi e palpitanti, che sentono il disagio, il dolore, la paura, l’angoscia. Non facciamoli nascere per farne delle ‘cose’. Sottomesse all’inaudita violenza con cui noi trattiamo ciò che secondo noi origina dal nulla e ritorna nel nulla, e che perciò ci sentiamo autorizzati, senza rimorso e anzi placidamente, a manipolare e a distruggere a nostro piacimento.”(1)

 

AMBIENTALE

 

“L’allevamento industriale di animali da macello è il primo responsabile del riscaldamento terrestre, ed è tra le prime due o tre cause di tutti i problemi ambientali più gravi, come l’inquinamento dell’aria e dell’acqua e la distruzione delle foreste. [...] Un chilo di carne sulla nostra tavola ha richiesto 20 mila litri di acqua, proprio quel cosiddetto ‘oro azzurro’ che oggi noi impieghiamo (e sprechiamo) con la massima tranquillità e indifferenza, e che domani potrebbe addirittura venir razionato su scala mondiale, come sanno già a loro spese quelle aree del pianeta dove l’acqua è rara e preziosa”. (1)

 

SANITARIO

 

“Gli americani consumano ogni anno quattro milioni di chili di antibiotici, mentre per trattare gli animali da macello ne vengono impiegati trentotto milioni di chili, il che significa in pratica, per la legge della catena alimentare, che si consuma carne inzeppata di antibiotici, con quali risultati per la salute umana è facile immaginarlo, a partire dalla selezione di ceppi di germi resistenti agli antibiotici stessi”. (1)

 

Io personalmente non credo che la risposta a questi problemi sia una sola, ma credo che occorra prendere almeno una di queste decisioni:

 

  • eliminare dalla dieta il pesce e la carne (ed eventualmente il latte e le uova)
  • ridurre drasticamente il proprio consumo di pesce e carne (latte e uova)
  • selezionare accuratamente la provenienza del pesce e della carne (del latte e delle uova) che si consuma, rifiutando i prodotti da pesca ed allevamento intensivo

 

Note

 (1) Umberto Veronesi, Buon profeta Jonathan, L’Espresso del 22 febbraio 2010

10 commenti a "Perchè mangiamo gli animali?"

Enrico:

04.11.2010

11:11 AM

E' un tema chiave che può portare a considerazioni di varia natura come l'eccessiva presenza dell'uomo o l'abuso della sua posizione nei confronti delle altre forme di vita animali e vegetali.
Interessante analisi dei dati

Erika:

04.11.2010

12:02 PM

Ecco. Nel mio percorso di trasformazione in creatura superecocompatibile mi manca effettivamente questo aspetto. Per ora mi sto limitando a comperare carne e pesce allevati/pescati il più vicino possibile a casa. In famiglia abbiamo una dieta equilibrata e, ci illudiamo, sana: mangiamo tantissima verdura e frutta, cercando di scegliere prodotti km0 e/o bio, se non addirittura del nostro orto; apprezziamo fonti proteiche alternative alla carne; studiamo con attenzione le etichette prima di acquistare qualcosa. Però effettivamente mangiamo tantissima carne, pesce e derivati animali. Stasera affronterò il tema con la famiglia...forse è tempo di considerare con più attenzione le informazioni che anche tu, caro Pigna, hai riportato. Grazie per la...scossa.

monkey brain sushi:

04.11.2010

12:58 PM

ok, sapete ke sono un fastidioso di mestiere, ma sulla cosa in oggetto sospendo il giudizio perchè ho vari punti a sfavore e vari a favore (tipo io nn mangio molta carne, ma quasi solo xkè costa ^^)
tuttavia ho piacere di lanciare un paio di spunti ke mi hanno colpito ultimamente.
pro - ho parlato di recente con una chimica la quale, vegetariana, mi ha spiegato tecnicamente come in effetti il fatto di cercare le proteine nella carne sia una grossa illusione senza, attualmente, basi scientifiche che la sostengano. nello specifico diceva ke quello ke noi troviamo nelle proteine viene in realtà poi rielaborato dal nostro organismo ke deve sintetizzare degli amminoacidi "personalizzati", x cui nn fa alcuna differenza da dove provengano (più o meno eh), ed anzi la carne, in quanto provenienet da un organismo più complesso, risulta più difficile da digerire (in effetti questo mi pare sensato)
contro - tuttavia, recentemente ho letto di un interessante e provocatorio studio ke dava i numeri del "cosa accadrebbe" se effettivamente sparissero gli allevamenti: anzitutto per fertilizzare i campi, ke attualemnte sono fertilizzati in gran parte con concimi animali, dovrebbero ricorrere a (molte più)cose chimiche varie. Ancora, oltre alla carne, daglia nimali si ricavano anke cose come pelle, cuoio, lana, ke se nn fossero più usati dovrebbero essere rimpiazzati da altri materiali, probabilmente sintetici. Infine (c'erano anke altre cose, ma nn le ricordo, sorry ^^;) un'economia agricola non può sussistere in diverse zone del mondo, dove infatti si ricorre alla pastorizia (e la cosa riporta inoltre un po' al tipico atteggiamento eurocentrista del "noi abbiamo diritto ad una macchina, ma è meglio ke i cinesi no"...)
insomma, in sintesi, davvero una trasformazione radicale sarebbe più sostenibile?

Erika:

04.11.2010

16:46 PM

la parola "radicale" è quasi sempre pericolosa. Personalmente il concetto che forse mi disturba di più è quello dell'allevamento "intensivo". Probabilmente se le persone consumassero carne/pesce e derivati animali in quantità modiche come suggerito da ogni dieta sensata, non ci sarebbe una domanda tale da indurre gli allevatori a far vivere animali nelle condizioni che sappiamo, a nutrirli con prodotti dannosi perchè crescano più in fretta o producano più latte eccetera. Il buon senso e la moderazione potrebbero essere un buon criterio. Ma sappiamo quanto siano presenti e determinanti nell'animo umano...

Simone:

04.11.2010

23:29 PM

Attualmente abbiamo gli allevamenti intensivi in quanto consumiamo un elevato quantitativo di carne, molto probabilmente se fossimo tutti vegetariani avremmo bisogno di campi intensivi idem per altri alimenti, un esempio è la pesca intensiva che sta facendo scomparire il tonno dai nostri mari. A mio avviso la giusta via è senz'altro una dieta equilibrata e poi staremo a vedere...(comunque anche gli insetti non sono male)

Prez:

05.11.2010

01:01 AM

Condivido pienamente il post di Pignology.

Per chi volesse trarne qualche spunto vorrei condividere con voi alcuni dati in favore di una scelta di vita vegetariana, sperando di non risultare troppo noioso:

- il 50% dei cereali coltivati nel mondo e il 90% della soia sono destinati ai mangimi per animali. Provate a pensare a quanti chili di cereali un aminale deve mangiare per trasformarli in un chilo di bistecca (22kg di prodotti vegetali per un chilo di carne). Quaindi non è vero che se tutti diventassero vegetariani ci sarebbe bisogno di altri campi intensivi in agricoltura, anzi ne servirebbe molti molti meno.

- l'acqua utilizzata per produrre 5kg di carne copre i consumi per un intero anno di una famiglia americana media.

La scelta vegetariana è quaindi anche una profonda scelta ambientalista.

Inoltre una dieta vegetariana non fa bene solo all'ambiente ma anche alla nostra salute (minor rischio di tumori, di malattie cardio vascolari, di diabete...)


...noi siamo quello che mangiamo...

Pigna:

http://pignology.tumbl...

05.11.2010

22:05 PM

Subito dopo questo di Safran Foer ho letto il libro di Pollan (Il dilemma dell'onnivoro) e la mia preferenza si è assestata per la terza delle soluzioni che proponevo alla fine di questo articolo e cioè: "selezionare accuratamente la provenienza del pesce e della carne (del latte e delle uova) che si consuma, rifiutando i prodotti da pesca ed allevamento intensivo".
I motivi sono principalmente due:
- essere vegetariani può essere di nuovo una scorciatoia per evitare di porsi il problema. Mi ha fatto riflettere la considerazione che, se lo fossimo davvero tutti, molti degli animali che i vegetariani vogliono “difendere” non esisterebbero più. Essere vegetariani può voler dire arrendersi nella lotta di fronte ad un tipo di allevamento contro natura piuttosto che non cercare la vera natura del rapporto uomini/animali.
- e poi, nell’ottica della transizione (ne parlerò meglio prossimamente), essere vegetariani vuol dire diventare meno “resilienti”, un po’ come il panda. Mentre è importante sapere che molte delle cose che siamo abituati a mangiare possono essere tranquillamente sostituite con altre.

prez:

08.11.2010

01:50 AM

C'è una frase di Leonardo da Vinci che secondo me descrive molto bene quello che dovrebbe esserci alla base della vera natura del rapporto tra uomini e enimali:

"Verrà il giorno nel quale gli uomini conosceranno l' anima degli animali e uccidere un animale sarà considerato un delitto come oggi lo è uccidere un uomo"
- Leonardo Da Vinci

Gli animali sono esseri senzienti come noi, sono dotati di sistema nervoso come noi, al contrario di altri esseri viventi come le piante. Per questo motivo gli animali provano sentimenti, anche se non con la stessa consapevolezza degli esseri umani, ma soprattutto provano dolore come gli esseri umani.
Gli esseri umani non sono autotrofi, cioè non sono in grado di trarre il proprio nutrimento da sostanze inorganiche come fanno le piante, devono trarre il proprio nutrimento da altri esseri viventi e quindi privare della vita questi esseri viventi.
Personalmente ogni giorno scelgo di farlo cercando di lasciare dietro di me meno sofferenza e dolore possibile.
Ci sono un'infinità di motivi per una scelta vegetariana, uno è anche questo.
Comunque credo che siano scelte che vadano ponderate in base al luogo e al momento in cui ci si trova e soprattutto in modo non dogmatico, banalmente non è possibile fare una scelta di questo tipo in ogni luogo di questo pianeta ad esempio.

Ceskiuz:

10.11.2010

14:16 PM

Articolo interessante ed inquietante a cui penso spesso. Il problema è che spesso la massa (quella che può fare la differenza), comincia a cambiare solo quando sbatte il muso sul problema in questione. "ALLARME ROSSO!! Non c'è più acqua, tutto il cibo è in esaurimento o è contaminato"... ed improvvisamente si svegliano tutti e si comincia a piangere.

Quanto cibo viene buttato ogni singolo giorno in tutto il mondo? ogni singolo supermercato, ogni fast food, ogni ristorante getta ogni sera kg e kg di cibo spesso ancora buono, e anche la gente fa lo stesso. Siamo stati cresciuti ed allevati con una mentalità consumista e la maggior parte di noi non ha la minima intenzione di cambiare o di fare qualche minimo sacrificio.

Spesso richiamo l'attenzione dei miei coinquilini di casa che gettano cibo come nulla fosse... il risultato è che a volte passo per esaltato.

Questa purtroppo è la realtà dei fatti.
E io credo che sia per questo motivo che tutto fatica a cambiare... politica, società, cultura,... tutto è influenzato da questo atteggiamento che la parte ricca dell'umanità è stata abituata a mantenere.

(non verrà pubblicato)

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